La musica e il cinema lavorano da sempre a stretto contatto e spesso i diversi brani contribuiscono a rendere grande una pellicola, arricchendola grazie a melodie uniche che entrano nella memoria, e nel cuore, del pubblico. Dai film di Sergio Leone ad Harry Potter, da “Nove Settimane e Mezzo” a “Il Gladiatore” e “Star Wars”, sono innumerevoli le colonne sonore che ancora oggi vengono ricordate come capolavori che hanno reso ancora più suggestivo il film.
L’unione di queste due forme d’arte, infatti, aiuta a costruire nel pubblico una memoria fatta di immagini, ricordi e suoni che, se riescono a lavorare in perfetta sinergia tra loro, rimangono indelebili in chi guarda. Se ci si guarda indietro, infatti, la lista di capolavori che hanno fatto la storia è molto lunga.

Quattro colonne sonore che hanno reso grandi i film
Tra le tante colonne sonore che nel tempo sono diventate iconiche troviamo quelle per “Harry Potter”, “Psycho”, “C’era Una Volta in America” e “Il Padrino”. Realizzate da Nino Rota per Francis Ford Coppola, le musiche de “Il Padrino” sono un esempio perfetto di come la stretta collaborazione tra queste due grandi forme d’arte riesca a creare qualcosa di talmente potente che non potrà mai essere dimenticata. Rota, in questo caso, ha superato sé stesso riuscendo a creare il connubio perfetto per rendere l’idea del conflitto tra la mafia e l’amore per i propri cari attraverso suoni malinconici che avvolgono lo spettatore.
Il “Walzer del Padre”, per esempio, riesce a rendere perfettamente sia l’idea di tradizione che il peso delle azioni che pende sulla testa di chi le compie. Ha un tema lento, quasi funereo, che cattura l’ascoltatore e rende immediatamente chiara la trama del film. O, ancora, in “Love Theme from The Godfather” viene fuori un lato apparentemente più umano e genuino dei personaggi, profondamente legati alla famiglia, che rende subito evidente la sensazione di nostalgia verso la propria terra, la Sicilia, e le tragedie vissute.
Creata da Bernard Herrmann, la colonna sonora di “Psycho”, di Alfred Hitchcock, è probabilmente una delle più influenti e grandiose di tutta la storia del cinema. Le note sono pungenti e a tratti violente, proprio per enfatizzare le diverse scene della pellicola. Inoltre, gli accordi stridenti, l’uso di una singola orchestra d’archi e le note che risultano quasi assillanti vanno ad ingigantire la suspense e la percezione di febbrilità di tutto il film.
Per di più, il suono è stato volutamente creato per richiamare il verso di un rapace, in modo da rendere ancora più reale l’idea delle coltellate inferte alla vittima. Tra l’altro, percussioni e ottoni sono stati esclusi dall’orchestra per mantenere un senso di glacialità che, probabilmente, se non fossero stati eliminati non sarebbe stato riprodotto allo stesso modo.

“Harry Potter” e “C’era Una Volta In America”
Fondate sull’utilizzo del leitmotiv, le musiche di “Harry Potter” sono state realizzate principalmente da John Williams, il quale ha regalato ad ogni situazione, oggetto e luogo un proprio suono o ritmo in grado di renderlo ancora più magico e unico e suscitare immediatamente le emozioni desiderate nel pubblico.
Il brano che prima di tutti viene associato alla saga di film tratti dai romanzi della Rowling è “Hedwig’s Theme”, che apre tutte le pellicole e viene riproposto anche durante altre scene. Esso, peraltro, vuole incarnare la ricerca delle figure genitoriali, che ad Harry mancano, e il calore che spesso ci viene dato dalle persone che ci amano.
Realizzata da Ennio Morricone, “Theme of Deborah” rappresenta alla perfezione la malinconia e l’idealizzazione dell’amore che accompagna il protagonista, Noodles, il quale l’ha perso per sempre. La musica, infatti, ha melodie delicate e struggenti che colpiscono profondamente lo spettatore, per fargli vivere in prima persona quelle emozioni. Altro grande brano è “Poverty”, che accompagna le scene legate alla giovinezza e che unisce elementi in grado di mescolare perfettamente la durezza della vita in strada con l’ingenuità dei giovani.
Quello che ha creato il Maestro, per il capolavoro di Sergio Leone, è qualcosa di talmente grande e prezioso che ancora oggi, a distanza di poco più di quarant’anni, viene immediatamente associato alla pellicola, a dimostrazione di come le colonne sonore, se ben realizzate e allineate con il tema, riescano a rendere ancora più grande un’opera.
Articolo di Ambra Gabriella Samonà
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